Macchine d’epoca e da collezione: se non conosci questi modelli, non sei un vero appassionato.
Quando si pensa alle auto d’epoca ed ai collezionisti alla ricerca di modelli introvabili, è facile viaggiare con la mente rivolgendoci a prodotti targati Fiat, Alfa Romeo, Triumph e simili. In realtà, attualmente, i veri appassionati cercano una sola linea di produzione, risalente ai primi anni ’70 e originaria del Sol Levante.
Contrariamente a quanto possiate immaginare, i costi sono in qualche modo accessibili. Ciò dipende ovviamente dal modello selezionato, ma sono disponibili veicoli del valore di 5mila euro, così come di 55mila se parliamo di pezzi da collezione (e dunque rari). Si tratta però di un mercato in forte crescita e quindi destinato ad una maggiorazione di prezzo inevitabile.
Japanese Domestic Market, letteralmente “mercato domestico giapponese”, tecnicamente riguarda qualsiasi prodotto di vendita offerto dal commercio interno della nazione nipponica. In realtà gli appassionati di auto associano la sigla JDM ad una specifica categoria di veicoli, i quali presentano caratteristiche inconfondibili. La stessa auto di fatto può essere modificata per assecondare le esigenze di mercato degli altri paesi, sviluppando così i suoi derivati, come EUDM (Europea), USDM (Stati Uniti) eccetera.
I modelli che però solleticano la curiosità dei veri appassionati sono le JDM originali, che possono riassumersi inSubaru Impreza WRX, Honda S2000, Mitsubishi Lancer Evolution, Toyota AE86, Toyota Supra, Toyota GT68, Mazda RX-7, ma anche la Nissan Skyline R34 GT-R – una delle JDM più apprezzate a livello globale. Tuttavia, è doveroso sottolinearlo, in merito ai modelli citati la dicitura JDM viene spesso utilizzata in modo improprio.
Perché? Esiste sostanzialmente una caratteristica identificativa delle JDM, che risale all’inizio degli anni ’70. All’epoca in Giappone si diffuse il fenomeno del bosozoku (“tribù della velocità sfrenata”), una sottocultura di prevalenza giovanile che consisteva nello scorrazzare per le strade dei quartieri con veicoli particolarmente rumorosi, provocando fastidio e preoccupazione, soprattutto quando il conducente raggiungeva livelli di velocità anomali.
Per contrastare la diffusione di questo comportamento illecito, sulle auto JDM venne imposto l’obbligo di installare un limitatore di velocità di massimo 180km/h. Una disposizione, questa, della Japan Automobile Manufacturers Association (JAMA). Sono dunque riconoscibili proprio per questo motivo. Laddove abbiate per le mani una presunta JDM, che tuttavia presenta un limite di velocità più elevato, ciò significa che il modello non può essere considerato tale a tutti gli effetti.
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