Presto giungerà una nuova direttiva europea sulle patenti e questo ha fatto emergere voci e indiscrezioni sull’istituzione di un limite di età per guidare: cosa c’è di vero e cosa è palesemente inventato.
L’inizio del 2025 è stato accompagnato da un’atmosfera di caos e confusione per via dell’introduzione di nuove norme all’interno del Codice della Strada. In questi giorni diversi siti parlano di un presunto limite d’età alla guida, un limite che riguarderebbe i pensionati che non potrebbero più utilizzare l’auto a partire dai 75 anni.

Ma da dove nasce questa voce? Ci sono discussioni parlamentari a riguardo? Di sicuro il nostro governo sta lavorando sulle norme riguardanti l’ottenimento della patente e nei prossimi mesi dovrebbe giungere una nuova misura la cui finalità è quella di “razionalizzare la disciplina abilitativa dei titoli alla guida”.
Probabilmente l’equivoco nasce proprio da questo, dato che revisione della disciplina può implicare anche una modifica delle modalità di ottenimento della patente e dei limiti d’età per il conseguimento del titolo. Tuttavia nella delega che il governo ha concesso al parlamento non si parla di limiti di durata delle patenti, ma di ottimizzazione delle procedure e coordinamento delle competenze dei vari soggetti.
Insomma la modifica riguarda la burocrazia e dunque la modifica di procedure che possono rendere farraginoso l’ottenimento della patente e causare ritardi. Oppure l’equivoco potrebbe nascere dalla consapevolezza che il parlamento europeo sta discutendo di nuove regole per aumentare la sicurezza stradale.
Il limite d’età per i pensionati verrà imposto dall’Europa?
Parliamo di equivoco perché se è vero che nella proposta giunta al parlamento europeo si parlava di un maggior controllo degli automobilisti più anziani, questo non comportava in ogni caso un limite d’età o alla durata della patente. La proposta riguardava una maggiore frequenza dei controlli medici utili a valutare l’idoneità psicofisica del guidatore una volta superati i 65 anni.

Inoltre l’idea di rendere più frequenti i controlli per i guidatori più in là con gli anni è già stata scartata in fase di discussione parlamentare. Questo significa che le prossime direttive europee sulle patenti non includeranno limiti d’età, di durata né tantomeno modifiche alla frequenza dei controlli medici.
Di fatto non è vero che la patente scadrà una volta compiuti i 75 anni e non è vero – come sostenuto in maniera piuttosto fantasiosa da qualcuno – che non si potrà guidare più una volta raggiunti i 75 anni di patente (il che comporterebbe avere minimo 93 anni), l’unico requisito valido per continuare a guidare sarà l’idoneità psicofisica.
Per quanto riguarda la frequenza dei rinnovi, questa rimarrà invariata:
- Ogni dieci anni per chi ha meno di 50 anni.
- Ogni cinque anni per chi ha un’età compresa tra i 50 e i 70 anni.
- Ogni tre anni per chi ha tra i 70 e gli 80 anni.
- Ogni 2 anni per chi ha superato gli 80 anni.